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  • Secondo una tradizione storico-erudita si tratta della chiesa più antica di Orvieto, intitolata a San Giovenale e a San Savino ricordati nella memoria popolare come gli evangelizzatori della città.

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  • Il percorso è particolarmente emozionante perché si addentra nella vita quotidiana di ventisette secoli di storia orvietana, attraverso tutta una serie di cavità dalle funzioni più varie e di suppellettili che le completano.

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  • La Torre del Moro è la torre medioevale più grande di Orvieto, ed è anche la torre civica. Alta ben 47 metri, svetta sulla rupe, dovunque andiate, vi sarà utile nell’orientarvi.

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  • Secondo una tradizione storico-erudita del XIX secolo, in quest’area esisteva il foro della città etrusca di Velzna. Oggi gli archeologi che operano in Orvieto, in base a risultati scientifici sostengono, che il punto centrale della città etrusca è da cercare nella zona, dove oggi sorge la Chiesa di San Francesco, abbastanza vicino ad Orvieto Underground.

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  • La chiesa fu ricostruita nel secolo XI-XII, ampliata e completata nel XIV, venne rifatta nella navata al principio del ‘500. A seguito di un crollo agli inizi del XX secolo la coleggiata subì un grosso intervento di restauro, quando fu modificata la facciata e inserita la lunetta ceramica e il rosone.

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  • E’ facile riconoscere la forma di un trittico gotico, nella facciata del Duomo. Questo trittico si appoggia sul corpo robusto dell’edificio dalla forma a croce molto pronunciata.

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  • Fu di fondamentale importanza nella direzione della Fabbrica l’attività di Lorenzo Maitani, toscano, subentrato verso la fine del primo decennio del 1300. Fu lui a dare la prima ossatura all’edificio con le caratteristiche con cui lo identifichiamo oggi.    

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  • La Chiesa perse i suoi ultimi possedimenti in Terra Santa ed era un periodo in cui vi fu un’ultima fiammata delle correnti eretiche in Orvieto.

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  • Sono rimasta sorpresa anch’io, nel scoprire che La Madonna del Baldacchino sopra l’ingresso principale, sia una copia, talmente fedele all’originale!

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  • La fitta rete degli scambi è documentata dai numerosi reperti rinvenuti nelle necropoli orvietane. Le vie del traffico erano utilizzate anche per l’esportazione dei prodotti locali, agricoli e artigianali (ceramiche, bucchero, bronzi).

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  • Il Museo dell’Opera del Duomo ha la sua sede principale presso il complesso dei Palazzi Papali, che sono formati da tre edifici: quello papale, quello vescovile ed il cosiddetto Soliano. Sono il frutto di ampliamenti e sovrapposizioni, commissionati sia dai vescovi orvietani, che dai papi che soggiornavano o risiedevano in Orvieto tra il 1262 e il 1303.

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  • Avete mai visto del pizzo fatto in marmo? Eccolo, il grande rosone, con al centro il volto di Gesù, in una cornice quadrata, un lavoro delicatissimo.

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  • I mosaici sono fatti di paste vitree, sono quelli Settecenteschi, recentemente restaurati, come vedete, riempiono di splendore l’intera Piazza del Duomo.

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  • Gli affreschi furono realizzati in minima parte dal Beato Angelico, domenicano, tra il 1447-49. Quarant’anni dopo subentra Luca Signorelli, il suo progetto è pronto già l’anno appresso, e terminerà i lavori in soli quattro anni.

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  • E’ la visione di un mondo soprannaturale che permette di vedere la realtà ultima delle cose, come voleva il Signorelli. E come voleva Dante nella sua opera, l’ispiratore più potente del Signorelli, come scrive il professor Davanzo.

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  • Si osserva il passato, il presente, il futuro degli uomini: di tutti gli uomini, di tutte le estrazioni sociali, della storia. Appaiono anche i personaggi più affluenti della storia Orvietana.

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  • La mossa politica della traslazione della reliquia da parte di Urbano IV, dimostra la sua abilità nella valorizzazione dell’identità spirituale e religiosa di Orvieto che diventa una roccaforte della Chiesa e centro religioso di primo ordine.

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  • Il Miracolo Eucaristico di Bolsena secondo la tradizione avvenne nel 1263 quando un sacerdote boemo giunse nella Basilica di Santa Cristina a Bolsena. Il prete, chiamato forse Pietro, aveva il grande dubbio, se il Corpo di Cristo si materializzasse per davvero nell’Ostia Sacra.

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  • Ne scrivo, perché mi viene spesso domandato, se sia stato identificato il gruppo sanguigno del sangue presente nel Sacro Lino di Bolsena. E se, come nel caso del Sudario di Oviedo, del Sidone di Torino, della Tunica di Argenteuil, il risultato delle analisi sia AB +. Vale a dire, il gruppo sanguigno presente in queste reliquie, che si pensa appunto sia quello di Cristo.

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  • Il Museo Archeologico Nazionale occupa gli spazi del Palazzo di papa Martino IV. Amo molto questa collezione, perché comprende una gran varietà di reperti. Perché tale varietà?

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  • Via della Cava chissà prende il suo nome dal tipo di strada che gli Etruschi scavavano direttamente nella roccia, e che nella zona tra l’Umbria e la Toscana viene di solito chiamata “cava”. Una parola che conserva la radice scavare o ricavare. In questo caso si tratta di una via che ricalca il tracciato di quello che era l’unico accesso alla città etrusca di Velzna sviluppatasi sulla rupe nel corso del VIII secolo a.C. e distrutta violentemente dai Romani nel 294 a.C. Però il nome della via potrebbe anche riferirsi a quella cava di cui durante il Settecento e gli inizi dell’Ottocento si estraeva il tufo per costruire un muraglione a sostegno di una strada in costruzione. In ogni modo, la via segue l’andamento della scoscesa (“ripa”) costeggiata da abitazioni pittoresche medioevali, in giù mette in contatto visivo con la campagna e con i tetti delle case: un panorama incantevole! In Via della Cava, è avvenuta una delle scoperte più entusiasmanti mai fatte nel sottosuolo di Orvieto. Si tratta di una delle più grandi e più profonde cavità della rupe, articolata in realtà in ben nove ambienti sotterranei, piena di ritrovamenti archeologici importanti che vanno dal periodo etrusco a quello […]

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  • Da visitare vicino ad Orvieto ci sono parecchi posti forse ancora poco conosciuti perché poco pubblicizzati, però assolutamente da non perdere. Questi luoghi si trovano nella Tuscia, l’odierna Provincia di Viterbo: terra degli Etruschi, delle Ville e dei Giardini Rinascimentali, di borghi medioevali e di antiche tradizioni.

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  • Il Museo Faina espone un’importante raccolta archeologica, (al pianterreno ospita parte del Museo Archeologico), ed una ricca collezione d’arte dei conti Faina, allestite su più piani nel palazzo oggi Ottocentesco.

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  • La fitta rete degli scambi è documentata dai numerosi reperti rinvenuti nelle necropoli orvietane. Le vie del traffico erano utilizzate anche per l’esportazione dei prodotti locali, agricoli e artigianali (ceramiche, bucchero, bronzi).

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  • E’ un percorso che si può fare in due modi: 1) interamente a piedi 2) in parte in pullman, però in questo caso per parcheggiare davanti alla necropoli, si deve richiedere un permesso.

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  • Questo itinerario di mezza giornata ha come mete principali il Duomo che è il monumento simbolo di Orvieto e gli scavi archeologici che si trovano sotto la Chiesa di Sant’Andrea.

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  • La Chiesa di Sant’Agostino permette, niente di meno, che un incontro ravvicinato con santi e angeli di dimensioni molto grandi. Si tratta delle statue manieriste, “vive e dinamiche”, di Francesco Mochi (1580-1654).

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  • Il Medioevo Orvietano Il Duomo. Piazza del Popolo. Piazza della Repubblica. Il Quartiere medievale di San Giovenale (o dell’Olmo). La Chiesa di San Giovenale. Chiesa di Sant’Agostino. Via della Cava. In alternativa alla visita della Chiesa di Sant’Agostino, è possibile visitare il Pozzo della Cava. Se hai già visitato il Duomo di Orvieto e vuoi invece conoscere altre parti della città, in mezza giornata si può fare un bel giro nei quartieri medioevali. Si passa per le classiche tappe come Piazza del Popolo, Piazza della Repubblica per proseguire a San Giovenale. Si visita la Chiesa di San Giovenale sita nel cuore del quartiere più antico, chiamato anticamente di San Giovanni o Giovenale, costruita sul ciglio occidentale della rupe orvietana, e risalente agli inizi del secolo XII e la fine del XIII. Emozionante per i tanti affreschi che conserva, oltre i i pezzi lapidei alto-medievali, che ricordano un passato ancor più antico dell’area della chiesa di S. Giovenale. Il colpo d’occhio va sulla Valle del Paglia, i campi, le colline verdi che precedono Bolsena e il suo lago. Altra tappa di visita è la Chiesa di Sant’Agostino che da fuori dà l’impressione di una chiesa gotica, dentro invece è barocca. Qui […]

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  • Le cavità che gli uomini scavarono nella rupe almeno a partire dal secolo IX a.C., ricoprivano tutta una serie di usi: quello funerario, la conservazione dell’acqua e del cibo, ma ci si trovano tanti condotti idrici. Si estraeva la pozzolana, il tufo sotto le case da costruire, i magazzini, i butti, i colombari, le cantine, i laboratori.

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  • Che bel giro! Si visita nell’arco di mezza giornata il Duomo di Orvieto, uno degli edifici religiosi medioevali più importanti d’Europa, poi si scende all’interno della rupe in Orvieto Sotterranea.

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  • Piazza del Popolo fu progettata quasi nel baricentro della città duecentesca in funzione del palazzo pubblico che su di esso doveva imporsi isolato.

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  • La Torre del Moro e il Palazzo dei Sette, nel 1515 fu ceduto da papa Leone X al Comune e cambiò nome, alcuni pensano, in riferimento ad un volto scuro che compare nello stemma della famiglia dei banchieri Pucci, posto su un palazzo accanto.

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  • La Rocca Albornoz sorge nella parte esteriore di piazza Cahen, sul ciglio orientale dell’alta rupe. La mole della fortezza regala uno spettacolo irresistibile per chi sale ad Orvieto con la funicolare. La Rocca fu fatta costruire per volontà del papa Innocenzo VI (1282-1362) e del cardinale Egidio de Albornoz (1310-1367). Della progettazione si occupò nel 1364 Ugolino da Montemarte (1325-1388) condottiero ed ingegnere militare. Dopo varie vicende, la fortezza subì ricostruzioni e numerose modifiche. La sua forma era quadrilatera, era difesa da un fossato e da un ponte levatoio ed era provvista di una cisterna d’acqua. Papa Niccolò V dopo il Giubileo del 1450, parallelamente agli interventi da lui promossi in Roma, avviò delle opere anche ad Orvieto, allo scopo di riaffermare il predominio papale sulla comunità orvietana. Il papa mise delle somme cospicue per la ricostruzione della Rocca che divenne un caposaldo pontificio assieme al rinnovato Palazzo papale della città. Nel dicembre del 1527 papa Clemente VII (1478-1534) dopo esser scappato dal Sacco di Roma, si rifugiò nella Rocca di Orvieto. Commissionò due nuovi acquedotti per l’approvvigionamento idrico della città in caso di assedio. Quello che nelle intenzioni del papa sarebbe stato un acquedotto, divennero: uno il famoso Pozzo […]

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  • IL POZZO DI SAN PATRIZIO è uno dei capolavori dell’architettura del Rinascimento italiano, con 72 due finestroni interni e due scalinate elicoidali di 248 gradini ognuna che raggiungono, senza incontrarsi mai, la falda acquifera a 53 metri di profondità. Il pozzo fu commissionato da papa Clemente VII nel 1527 all’architetto militare Antonio da Sangallo il giovane. L’architetto fece delle indagini metriche per individuare la falda acquifera sotto la rupe. Ci vollero ben 7 anni per realizzare l’opera, anche perché ci furono vari problemi da superare, come il rinvenimento di tombe etrusche, così come dei problemi legati alla friabilità della roccia tufacea. Perché fu fatto il pozzo? Certamente, per l’approvvigionamento d’acqua, in caso di assedio. Però, gli orvietani avevano già dimostrato nei decenni precedenti di saper captare e di condurre l’acqua nei quartieri, con appositi impianti. Il pozzo in realtà si trovava in un punto marginale della città, scarsamente abitato e scomodo per la manutenzione. La sua posizione, nell’area della rocca, avrebbe garantito l’acqua al papa anche in caso di sommosse in città. Clemente VII morì prima che l’opera venisse compiuta. Il pozzo chiamato per secoli il Pozzo della Rocca sarebbe stato portato a termine da Simone Mosca (1492-1554), durante il […]

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  • IL DUOMO DI ORVIETO è una delle opere medioevali più sublimi d’Italia, caratterizzata da una combinazione originale dell’architettura duecentesco-trecentesca. Le sue dimensioni sono gigantesche, misura 90 metri di lunghezza e 35 di altezza, domina la città. Sì, è vero, la facciata tricuspidale richiama l’immagine di un trittico gotico: molto riccamente decorato di bassorilievi, di mosaici dorati, di sculture. Sarebbe difficile trovare altrove un’altra facciata simile, perché in questo cantiere gli artisti hanno sviluppato un proprio stile che caratterizza solo questa cattedrale. E non è un caso, perché l’organizzazione che dirigeva i lavori già dai primi decenni, chiamava gli artisti più bravi che esistessero, dalla Toscana, dall’Umbria, ma anche dall’estero. Sul piano pratico Le meraviglie non finiscono qui, perché l’interno di questa cattedrale conserva anche uno dei cicli pittorici più coinvolgenti del Rinascimento: il Giudizio Universale interpretato magistralmente da Luca Signorelli sugli affreschi della Cappella Nova o di San Brizio. Quanto agli affreschi del Signorelli, il Vasari riporta che Michelangelo si ispirò su questi nella decorazione della Cappella Sistina. Il Duomo dedicato all’Assunta è anche una meta spirituale, perché all’interno della Cappella del Corporale, in un nuovo reliquiario, viene custodito, appunto, il Corporale del Miracolo Eucaristico di Bolsena. Pensate, quanto tempo […]

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  • La Cappella del Corporale fu costruita tra il 1350 e il 1355. Fu dipinta da Ugolino di Prete Ilario ed aiuti tra il 1357 e il 1364. Si respira un’atmosfera profondamente meditativa. Ci si entra quasi sulla punta dei piedi e si trova subito immersi nelle immagini che ricoprono quasi interamente le pareti e le due volte. Sulla parete di destra vicino all’altare viene raffigurata la storia del Miracolo Eucaristico, mentre sulla sinistra vengono raccontati i miracoli legati all’Ostia. Il fulcro dei racconti è l’Ultima Cena in controfacciata e la Crocifissione di Gesù dietro l’altare. Le immagini vive della testimonianza del Corpo di Cristo, all’epoca volevano compattare l’intera Cristianità intorno al culto del Corpus domini. Ciò costituiva un punto fondamentale dell’operato di papa Urbano IV nella costruzione spirituale e dottrinale della Chiesa. La solennità del Corpus Domini fu estesa da papa Urbano IV su tutto il mondo cattolico nel 1264, dopo il Miracolo Eucaristico avvenuto l’anno prima a Bolsena. Lo stesso papa, con la traslazione della reliquia da Bolsena ad Orvieto mirava a rinforzare l’asse Viterbo–Orvieto, due città dell’eresia càtara, sconvolte dalle lotte intestine tra guelfi e ghibellini. La mossa politica della traslazione della reliquia CURIOSITÀ: l’altare maggiore, dove fu […]

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  • La Cappella “Nova” o di San Brizio è apparentemente uno spazio chiuso e protettivo, come quello di tutte le cappelle. E invece, l’apparenza inganna! In realtà, attraverso l’architettura dipinta, la finzione prospettica ed illusionistica degli affreschi, si entra in una loggia dove si vive un grande coinvolgimento visivo, emotivo e culturale.   Sei grandi lunette si aprono su scene dantesche ed apocalittiche della Fine del Mondo e del Giudizio Universale, che sembrano svolgersi fuori dello spazio della loggia, all’aperto.   Si guardano attraverso le sei lunette della loggia, le sei scene principali (di cui due nella stessa lunetta dietro l’altare): I Fatti dell’anticristo. La Resurrezione della Carne. L’Inferno. Il Paradiso. L’Antinferno. La Chiamata degli Eletti. La Fine del Mondo. Leggi di più 1:   La Cappella di San Brizio fu costruita a partire dal 1409 nello spazio tra gli archi rampanti progettati da Lorenzo Maitani. Leggi di più 2.   Dietro l’altar maggiore della cappella si trova l’antica icona di stile bizantino della Madonna di San Brizio, qui trasferita nel 1622, di difficile datazione. Nella Tavola venne incastonato un tassello di legno con il sangue di Pietro Parenzo il rettore pontificio assassinato nel 1199 dagli eretici patarini ad Orvieto, inviato […]

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  • Il Duomo e i Sotterranei di Orvieto. In un giorno puoi visitare il Duomo + 3 sotterranei top a Orvieto. E’ un giro che ricorderai per parecchio tempo, talmente interessante e pieno di fascino!

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  • L’itinerario che vuoi. Negli itinerari del menù non trovi tutte le possibilità di percorso di visita, si tratta solo di alcune proposte che possono essere modificate ed integrate come vuoi.

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  • E’ un bel programma di visite, che oltre le tappe di sempre, come il Duomo, Piazza del Popolo, Piazza della Repubblica, la Torre del Moro, porta alla scoperta dei caratteristici rioni medioevali che conservano ancora l’urbanistica trecentesca della città. Si visita la Chiesa di San Giovenale, la Chiesa di Sant’Agostino, si prosegue in Via della Cava.

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  • Nella prima parte della giornata si visita la Necropoli del Crocefisso del Tufo e uno dei due musei: o il Museo Archeologico Nazionale, oppure il Museo Faina.

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standard-title VISITA ANCHE ORVIETO Cosa visitare ad Orvieto, in quanto tempo, quale percorso turistico scegliere, quali sono i costi? Non esitare a contattarmi, darò suggerimenti preziosi per la tua permanenza.

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info: + 39 3284248738  info@guidaviterbo.com

Sono Guida Turistica Ufficiale da oltre 13 anni, svolgo l’attività di guida in italiano, francese, spagnolo, inglese, ungherese. Mi chiamo Maddalena Marton. Vivendo nella zona della famosa Civita di Bagnoregio, vicino ad Orvieto, in virtù alla Legge della Guida Nazionale del 2013 porto i miei gruppi anche alla scoperta di Orvieto. Città che ho da sempre frequentato, amato e studiato.

La mia abilitazione per la professione è stata rilasciata dalla Provincia di Viterbo, Regione Lazio.

La passione per la professione turistica di guida, la preparazione, l’esperienza maturata nel corso del tempo, mi ha permesso di sviluppare un approccio professionale diversificato. 

Grazie alla pratica, ho acquisito anche le conoscenze necessarie delle percorrenze e delle strutture turistiche, in modo da poter pianificare i tour di visite e dare dei suggerimenti preziosi alle agenzie di viaggio.

Ho peraltro gestito nel passato le richieste di visite guidate per l’Associazione “Arca” di Guide Turistiche Ufficiali per la Provincia di Viterbo, che ringrazio per averi fatta crescere professionalmente. Oggi l’associazione di cui continuo a far parte, mi supporta nel ricoprire i servizi guida.

A chi mi richiede dei servizi di visita turistica, può essere utile sapere, che molti anni prima di aver conseguito l’abilitazione di Guida Turistica, mi ero laureata in lingue straniere. Per un periodo di tempo ho lavorato nel campo delle traduzioni e dell’interpretariato, ho inoltre vissuto svariati anni in paesi francofoni e di lingua ispanica. Ciò per dire di avere la preparazione e la pratica adeguate per svolgere anche servizi guida bilingue. 

 

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